1,201 26/03/2026 07/04/2026 2 min

Per molti bambini nello spettro autistico, lavarsi i denti non è un gesto banale: il sapore del dentifricio, il contatto dello spazzolino e il rumore del bagno possono diventare troppo intensi. La buona notizia è che, con una routine prevedibile e piccoli adattamenti, questo momento può migliorare molto.

Perché può essere difficile

Le difficoltà spesso non dipendono dalla “testardaggine”, ma da aspetti sensoriali e motori: ipersensibilità orale, fastidio per le setole, difficoltà a coordinare i movimenti o a tollerare il cambio di attività. In alcuni casi si aggiunge ansia per l’imprevedibilità del gesto.

Cosa può fare un genitore

  • Rendere il momento prevedibile: sempre nello stesso orario, con gli stessi passaggi.
  • Usare una sequenza visiva: 1) prendo lo spazzolino, 2) metto il dentifricio, 3) spazzolo sopra, 4) sotto, 5) risciacquo.
  • Iniziare in piccolo: prima toccare le labbra, poi i denti davanti, poi aumentare gradualmente il tempo.
  • Scegliere strumenti adatti: spazzolino morbido, testina piccola, dentifricio dal gusto delicato.
  • Offrire controllo: far scegliere tra due spazzolini o tra due momenti della routine.

Una mini-desensibilizzazione che funziona spesso

Se il bambino rifiuta del tutto lo spazzolino, può aiutare un percorso graduale: prima tenere lo spazzolino in mano, poi appoggiarlo ai denti per un secondo, quindi aumentare lentamente. Questo approccio è coerente con i principi usati in terapia occupazionale e nei programmi comportamentali strutturati come l’ABA, quando personalizzati sul profilo del bambino.

Quando coinvolgere i professionisti

Se l’igiene orale resta impossibile o causa crisi frequenti, è utile parlarne con il pediatra, il dentista pediatrico, il terapista occupazionale e, se presente, il logopedista. Il team può valutare aspetti sensoriali, motori e comunicativi, costruendo un piano realistico. Nei bambini molto piccoli, anche un intervento precoce di tipo ESDM può favorire la collaborazione nelle routine quotidiane.

Obiettivo realistico: non “forzare” il bambino, ma aumentare tolleranza e autonomia un passo alla volta.

Piccoli segnali da osservare

  • si irrigidisce appena vede lo spazzolino;
  • chiude la bocca o gira la testa;
  • reagisce soprattutto a gusto, rumore o consistenza;
  • accetta meglio il gesto se anticipato con immagini o timer.

Un messaggio finale

Ogni progresso conta: anche pochi secondi in più, fatti con meno stress, sono un passo avanti. Con pazienza, strumenti giusti e il supporto dei professionisti, l’igiene orale può diventare più serena. Per orientarsi, possono essere utili il pediatra di fiducia, i servizi di neuropsichiatria infantile, le associazioni familiari come ANGSA e i riferimenti della normativa italiana su inclusione e presa in carico.